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L’ansia da lavoro è in aumento: come riconoscerla e affrontarla nel 2026

14 Agosto

Negli ultimi anni, il mondo del lavoro è cambiato a un ritmo senza precedenti. Tra smart working, intelligenza artificiale e richieste di performance sempre più elevate, l’ansia da lavoro è diventata una delle principali fonti di stress per milioni di dipendenti in Italia e in Europa. Secondo un recente rapporto dell’Osservatorio sul Benessere Lavorativo, oltre il 65% dei lavoratori italiani dichiara di aver provato ansia legata al proprio impiego almeno una volta a settimana. I sintomi più comuni includono difficoltà di concentrazione, insonnia, irritabilità e un costante senso di inadeguatezza.

Gli esperti sottolineano che questa ansia non va sottovalutata. Può infatti compromettere non solo la produttività, ma anche la salute fisica e mentale a lungo termine. Tra le cause principali troviamo carichi di lavoro eccessivi, scarsa chiarezza nei ruoli, mancanza di supporto da parte dei superiori e la paura di non essere all’altezza delle nuove tecnologie. In particolare, i più giovani – i cosiddetti nativi digitali – sembrano vivere con maggiore intensità questa pressione, poiché sentono di dover dimostrare costantemente il proprio valore in un mercato sempre più competitivo.

Ma come affrontare questa situazione? Gli psicologi del lavoro consigliano alcune strategie pratiche. Innanzitutto, è fondamentale imparare a riconoscere i propri limiti e a dire “no” quando necessario. In secondo luogo, stabilire confini chiari tra vita professionale e vita privata – ad esempio spegnendo le notifiche di lavoro dopo un certo orario – può ridurre significativamente lo stress. Inoltre, chiedere feedback regolari al proprio responsabile aiuta a ridurre l’incertezza e a chiarire le aspettative. Infine, molte aziende stanno introducendo programmi di supporto psicologico e giornate di benessere mentale, segno che la consapevolezza su questo tema sta finalmente crescendo.

In conclusione, l’ansia da lavoro non è una debolezza, ma una risposta umana a un ambiente complesso. Affrontarla con consapevolezza, strumenti adeguati e, se necessario, con l’aiuto di un professionista, è il primo passo per trasformare questa pressione in una leva di crescita personale e professionale.

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