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La cardiologia che verrà: innovazione e ricerca al Policlinico San Donato
Il Policlinico San Donato è un faro nell'evoluzione della cardiologia, dove la fusione tra cura del paziente e indagine scientifica è costante. L'istituto si dedica a esplorare nuove metodologie diagnostiche e terapeutiche, proponendo soluzioni avanzate e personalizzate. Questo approccio è cruciale per affrontare le malattie cardiovascolari, che rappresentano ancora la causa principale di mortalità a livello globale e nazionale. Attraverso investimenti significativi nella ricerca, il Policlinico si impegna a decifrare i meccanismi all'origine di queste patologie, trasformando le scoperte in interventi concreti e migliorando la qualità della vita dei pazienti.
L'integrazione tra ricerca di laboratorio e pratica clinica quotidiana è una caratteristica distintiva dell'IRCCS Policlinico San Donato. Con un team multidisciplinare di oltre 160 ricercatori, l'istituto è all'avanguardia nello studio delle malattie cardiovascolari, dalla sindrome di Brugada, dove nuove tecniche di ablazione hanno rivoluzionato il trattamento, all'implementazione di tecnologie diagnostiche avanzate come la TAC Photon Counting, che offre immagini ad altissima definizione. L'intelligenza artificiale e la bioingegneria cardiovascolare, con il C3D Lab, aprono nuove frontiere per la medicina rigenerativa e la personalizzazione delle terapie, mentre il progetto CVRISK-IT mira a rafforzare la prevenzione su larga scala, coinvolgendo migliaia di cittadini.
L'avanguardia della ricerca cardiovascolare
La ricerca è l'elemento propulsore per superare le sfide poste dalle malattie cardiovascolari, che continuano a essere una delle principali cause di mortalità. Il Policlinico San Donato si distingue come centro leader in questo campo, con un impegno costante nell'innovazione e nella comprensione approfondita dei processi patologici. L'approccio dell'istituto si basa sull'integrazione tra assistenza clinica di alto livello e ricerca scientifica, garantendo che ogni scoperta si traduca rapidamente in benefici tangibili per i pazienti. Questa sinergia permette di sviluppare diagnosi più precise e trattamenti più efficaci, rispondendo alla domanda fondamentale su come curare al meglio i pazienti.
Con oltre 17 milioni di decessi annuali a livello globale e circa 216.000 in Italia, le malattie cardiovascolari richiedono un'attenzione continua. Il Policlinico San Donato è un punto di riferimento europeo, con oltre 1.400 interventi cardiochirurgici, 3.500 procedure di elettrofisiologia e 4.000 procedure di cardiologia interventistica ogni anno. Questi numeri, uniti a una casistica complessa, alimentano uno dei più vasti database clinici italiani, essenziale per la ricerca e lo sviluppo di terapie personalizzate. L'istituto, con i suoi 160 ricercatori in 10 laboratori e 35 unità cliniche, promuove un ambiente multidisciplinare dove cardiologi, cardiochirurghi, biologi e bioingegneri collaborano per accelerare il passaggio delle innovazioni dal laboratorio alla cura del paziente.
Innovazione diagnostica e terapeutica: il futuro è qui
Le innovazioni tecnologiche e scientifiche stanno ridefinendo la cardiologia, offrendo speranze concrete per i pazienti. Al Policlinico San Donato, la ricerca si manifesta in progressi significativi come la tecnica innovativa di ablazione sviluppata dal professor Carlo Pappone per la sindrome di Brugada, che ha trasformato il trattamento di questa patologia ereditaria. La ricerca in corso su autoanticorpi per questa sindrome promette di portare a un test ematico precoce, modificando radicalmente il destino dei soggetti a rischio. Queste scoperte evidenziano come l'impegno nella ricerca possa concretamente cambiare l'approccio alla cura, offrendo nuove prospettive.
Anche la diagnostica sta vivendo una rivoluzione grazie all'introduzione di tecnologie avanzate come la TAC Photon Counting (PCCT), che il Policlinico San Donato è stato tra i primi al mondo ad adottare. Questa TAC di nuova generazione migliora significativamente la diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari, fornendo immagini ad altissima definizione e riducendo l'esposizione alle radiazioni. L'intelligenza artificiale, guidata dal dottor Mauro Lo Rito, sta sviluppando modelli predittivi per le anomalie coronariche congenite, personalizzando ulteriormente i percorsi terapeutici. Infine, il C3D Lab, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l'Università di Pavia, esplora la bioingegneria cardiovascolare attraverso modelli tridimensionali e bioprinting, aprendo la strada alla medicina rigenerativa. Il progetto CVRISK-IT, dedicato alla prevenzione su larga scala, sottolinea l'impegno del Policlinico in una visione olistica della salute cardiovascolare.
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